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  Articolo di: Valeria RossiVai alla lista
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border=0 26/08/2005
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border=0 Il cane da solo!!!
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Vorrei un cane, ma lavoro tutto il giorno...

Il mio cane, se lo lascio solo per qualche ora, mi distrugge la casa!
Il mio cane ha a disposizione un grande giardino, ma sembra sempre triste e annoiato...
Questi ed altri problemi, di cui tutti sentiamo spesso parlare, sono legati al fatto che il cane è un animale sociale...e l'uomo anche: ma purtroppo non è sempre possibile vivere nella stessa società.
E' raro che sia possibile portarsi dietro il cane sul posto di lavoro; in alcuni casi è proprio vietato (se per esempio abbiamo un negozio di commestibili), in altri magari potremmo, ma ci tocca dividere lo stesso ufficio con persone non cinofile. In altri casi ancora siamo noi a doverci spostare,visitare persone, vedere gente sempre diversa che potrebbe non apprezzare le effusioni di Fido.
Così, mentre gli americani hanno addirittura inventato "la giornata del cane in ufficio", nel nostro Paese il nostro orario di lavoro coincide spesso con lunghe ore di solitudine per il cane di casa.
Che fare, allora?
Rinunciare alla sua compagnia?
No, non è necessario.
Vediamo di rispondere alle più frequenti domande su questo tema.

SI PUÒ PRENDERE UN CANE SE SI LAVORA FUORI CASA OTTO ORE AL GIORNO?

Si può, purché si scelga il cane in base alle sue caratteristiche e non solo in base al nostro gusto estetico. Se ci piace il dobermann, per esempio, scordiamoci di prenderne uno da lasciare molte ore da solo, perché morirebbe di malinconia. Un husky, al contrario, troverà mille cose da fare in nostra assenza e quasi non noterà che non ci siamo (pur essendo felicissimo di rivederci al nostro ritorno).
Vanno evitate tutte le razze note per il loro morboso attaccamento al padrone (come dobermann, boxer e molossoidi in generale, cani da pastore conduttori del gregge) e scegliendone una più indipendente (cani nordici e primitivi, levrieri, terrier, segugi, cani da pastore difensori del gregge).
Il comportamento del singolo soggetto non è prevedibile, ma la scelta della razza giusta è il primo passo per evitare i problemi.
Nonostante questo, tutti i cani sono animali sociali (anche se non tutti sono "socievoli"), quindi la solitudine assoluta li mette tutti in crisi. Come risolvere il problema? Semplice, offrendo loro la compagnia di un altro animale!
Ad alcune razze (per esempio quelle custodi di greggi e mandrie) può bastare un gattino o un criceto: loro si convincono che il loro compito sia vegliarlo e accudirlo in assenza del padrone, quindi si sentono "al lavoro", sono perfettamente realizzati e non subiscono stress da separazione.
Altre razze (specie quelle molto predatorie) non legano con gli animali di specie diversa: possono imparare a conviverci pacificamente, ma la loro presenza non allevia la solitudine.
Invece tutti i cani si sentono perfettamente "socializzati" se hanno un compagno della loro stessa specie.
E qui mi sembra già di sentire le reazioni: "DUE cani?!?!? Sono già in ambasce all'idea di prenderne uno, e mi si parla addirittura di DUE??? Ma stiamo scherzando?"
No, non stiamo scherzando affatto.
Il compagno a quattro zampe è sicuramente la soluzione ideale per tutti i problemi di solitudine, e dal punto di vista umano, che ci si creda o meno, tra avere uno e due cani non c'è quasi nessuna differenza...se non dal punto di vista economico, perché le spese ovviamente raddoppiano).
Per quanto riguarda invece l'impegno e le cure, la vera, sostanziale differenza c'è tra "nessun cane" e il primo cane: dopo, perché cambi davvero qualcosa, bisogna superare il numero di tre.
Naturalmente anche in questo caso dipende dalla razza: tra uno e due sanbernardo un filino di differenza di noterebbe, sia se cerchiamo di "stivarli" in un miniappartamento, sia se cerchiamo di portarli fuori al guinzaglio in coppia. Quando si tratta di cani di taglia piccola o media, invece, l'unica cosa che raddoppia è il divertimento. Provare per credere.
A questo punto, però, ricordiamo che le otto ore di lavoro sono solo una parte della nostra giornata: il resto dovremo dividerlo DAVVERO con il nostro cane, non limitandoci a portarlo fuori e a dargli da mangiare, ma lavorando con lui, giocando con lui, creando un rapporto con lui.
Un po' come accade con i bambini, la qualità del tempo passato insieme è più importante della quantità: quindi prendiamo un cane solo se le famigerate otto ore rappresentano l'UNICA cosa che ci divide da lui. Per il resto (week end compresi) dovremo essere un binomio...o un trinomio, se abbiamo scelto la soluzione della coppia, indivisibile: altrimenti è meglio rinunciare e comprarsi un peluche.

POTREI ANCHE PENSARE DI PRENDERE UNA COPPIA DI PICCOLI CANI: MA NON HO IL GIARDINO. ANCHE SE SI FANNO COMPAGNIA, CHI LI PORTA FUORI A SPORCARE?
I cani (non da cuccioli, ovviamente) sono perfettamente in grado di trattenersi per otto ore senza subire alcun trauma fisico né psichico. Si può benissimo portarli fuori con questo intervallo di tempo. Se l'assenza del padrone supera le otto ore, o se comunque si desidera dare più possibilità di uscite ai nostri cani, ci si può avvalere del servizio di dog-sitter che ormai è reperibile in quasi tutte le città (e se non c'è un servizio "ufficiale", ci si può sempre accordare in privato con una persona amante dei cani.
Per quanto riguarda i cuccioli, meglio acquistarli in un periodo di vacanza: non solo per avere il tempo di abituarli a non sporcare in casa, ma anche per poter dare loro i primi fondamentali elementi di socializzazione e di struttura gerarchica del branco-famiglia.

AVENDO UN AMPIO GIARDINO POSSO FARMI MENO PROBLEMI? IL CANE SOFFRIRÀ MENO LA SOLITUDINE?
Assolutamente NO. I problemi sono gli stessi. Certo, restare chiusi tra quattro mura è più noioso che passare le ore all'aperto, con distrazioni e giochi a disposizione...ma quello che fa soffrire il cane che vive solo NON è la mancanza di spazio: è la mancanza di contatto con altri esseri viventi con cui interagire.

E' UTILE LASCIARE AL CANE GIOCATTOLI E OSSA DA ROSICCHIARE PER FARGLI SENTIRE MENO LA SOLITUDINE?
L'osso di pelle di bufalo, i biscottoni duri e via dicendo sono quasi sempre compagni graditi e discreti antistress: i giocattoli, solitamente, no. A meno che il cane non sia un cucciolo piccolissimo, ignorerà palline e salsicciotti se non c'è il padrone a giocare con lui (mentre, sempre come antistress, potrebbe trovare interessante mangiarsi la gamba del divano).

CHE COSA SERVE REALMENTE AL CANE PER SENTIRE MENO LA SOLITUDINE?
Oltre alla compagnia di un altro animale, che continuiamo a raccomandare caldamente, al cane servono soprattutto dei punti di riferimento.
In generale: la sua cuccia tenuta sempre allo stesso posto, le sue ciotole (possibilmente piene, e di un cibo che conosce bene), un'atmosfera fatta di rumori e odori a cui è abituato lo aiutano ad sentirsi più sicuro e quindi a non fare drammi se deve stare da solo per qualche ora.
In particolare, quando si deve uscire per poco tempo, può essere utile insegnare al cane esercizi come la guardia all'oggetto, e lasciargli un qualsiasi oggetto da "sorvegliare" finché non torna il padrone.
Sentirsi utile, sentirsi "al lavoro" e sapere che ci fidiamo di lui per un compito preciso fa sentire il cane realizzato e sicuro di sé, e il tempo gli passa più velocemente.

MA IL CANE HA DAVVERO UN "SENSO DEL TEMPO"?
A questa domanda studiosi diversi rispondono in modo molto diverso. C'è chi sostiene assolutamente di no, c'è chi è convinto del contrario: la verità, per ora...la sanno solo i cani!
Alcuni soggetti (specie quelli molto ansiosi) effettivamente sembrano non notare la differenza tra dieci minuti e dieci ore, tant'è vero che quando usciamo di casa e rientriamo subito dopo si festeggiano come se non ci vedessero da secoli: ma questo è un po' poco per stabilire che il cane non sa quanto tempo è passato. Potrebbe significare semplicemente che anche un solo "secondo" senza di noi gli sembra un'eternità, il che è sinonimo di amore e non si incapacità di contare i minuti.
D'altro canto è innegabile che i cani abbiano un "orologio biologico" precisissimo. Il mio cane (e decine di migliaia di altri) si alza ogni giorno dalla sua brandina esattamente tre minuti prima dell'ora in cui mio figlio torna da scuola: ci potrei bollire le uova alla coque senza bisogno di timer.
La domanda, però, è la seguente: "sa" che è l'ora giusta in cui rientra Davide, o "sente" qualcosa che gli annuncia il ritorno di Davide (per esempio il rumore del motore del pullman) molto prima di quanto possiamo sentirlo noi?
Io non conosco la risposta.
Quello che so - perché questi casi sono stati studiati e monitorati - è che i cani che soffrono di ansia da separazione (vedi prossima pagina) manifestano i sintomi entro la prima mezz'ora di assenza del padrone, e mai dopo.
Che poi il padrone rientri dopo mezz'ora e un minuto, oppure dopo dieci giorni, il risultato non cambia.

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A cura di Valeria Rossi
email: info@tipresentoilcane.com
indirizzo web: www.tipresentoilcane.com
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